Zoe Collins

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Zoe Collins
Zoe Collins.jpg
Zoe Collins nel 1963
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Jazz
Periodo di attività musicale 1954-1964
Etichetta CGD, Galleria del Corso

Zoe Collins (pseudonimo di Zoe Collumbine; Sheffield, 194624 gennaio 2008) è stata una cantante britannica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Zoe Collins durante un'esibizione dal vivo allo Shanghai di Milano nel 1963

Il padre, di famiglia di origine abruzzese, è il gestore di un albergo, mentre la mamma è greca; la famiglia le fa studiare pianoforte per dieci anni e danza per tre.

Dotata di una bellissima presenza, inizia l'attività di ballerina entrando nel corpo di ballo delle Bluebell Girls; giunge con loro in Italia nel 1954, e si ferma per una decina d'anni intraprendendo l'attività di cantante jazz, dopo essere stata scoperta da Teddy Reno che le fa incidere i primi 78 giri per l'etichetta di sua proprietà, la CGD.

Ha occasione di esibirsi dal vivo con musicisti come Oscar Valdambrini, Gianni Basso ed Augusto Martelli; i suoi maggiori successi sono Glad rag Doll, Seven Eleven e Bacio cha cha cha (scritto da Franco Cerri, Marcello Minerbi, Bruno ed Augusto Martelli[1]), canzoni che incide anche per l'etichetta Galleria del Corso[2].

Proprio questi due brani sono quelli che presenta nelle sue apparizioni televisive[3], ad esempio nel programma Carnet di musica sul primo canale[4] o Alta fedeltà[5]; inoltre di Seven Eleven viene anche realizzato un filmato per il circuito dei Cinebox e dello Scopitone[6].

Si dedica anche alla composizione, lavorando tra gli altri con Alberto Testa e Giorgio Calabrese.

Ritornata in patria, abbandona l'attività dopo qualche anno; scompare a 75 anni[7].

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Radioscrigno: Io Ti Ruberei
  2. ^ Radioscrigno: Io Ti Ruberei
  3. ^ God-fearing Zoe, the secret Bluebell girl - Telegraph
  4. ^ Un carnet di musica dedicato alle stagioni, pubblicato su Stampa Sera del 24 gennaio 1962, pag. 9
  5. ^ Una tribuna per Rascel, pubblicato su La Stampa del 4 febbraio 1962
  6. ^ Scopitone Archive: Cinebox/Colorama/Cinejukebox
  7. ^ Zoe Collumbine - a star - has died - Telegraph

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]